Le malattie del legno della vite, come l’esca, sono diventate una vera piaga per i vigneti. Sono responsabili di un rapido deperimento dei ceppi e possono causare, in alcune parcelle, fino al 5% di mortalità annua. Di fronte a questa situazione allarmante, il settore vitivinicolo si sta organizzando per rispondere in modo efficace a questi attacchi fungini che minacciano la sostenibilità delle aziende.

Tra le soluzioni adottate, una tecnica sta suscitando un rinnovato interesse negli ultimi anni: il curettage della vite.

Vite colpita dall’esca – malattia del legno

Che cos’è il curettage della vite?

Il curettage è un metodo curativo per combattere le malattie del legno, in particolare l’esca. Questa tecnica consiste nell’intervenire manualmente su un ceppo colpito, utilizzando una piccola motosega portatile.

L’obiettivo è aprire il tronco del ceppo ed estrarre le parti di legno infettate dal fungo, chiamate “amadou”. Queste zone malate sono facilmente riconoscibili: presentano un colore arancione e una consistenza spugnosa. Questo intervento può essere paragonato a una cura odontoiatrica: si tratta di eliminare in profondità una carie per salvare il dente… o, in questo caso, il ceppo di vite.

Perché ricorrere al curettage?

Quando un ceppo manifesta i sintomi dell’esca (foglie tigrate, disseccamento precoce, indebolimento generale), il curettage permette di:

  • rallentare o addirittura arrestare la progressione della malattia,
  • prolungare la vita produttiva del ceppo,
  • salvare il raccolto dell’anno in corso, se l’intervento è tempestivo,
  • evitare la sostituzione delle piante (complantazione), spesso lunga e costosa.

Dopo il curettage, è frequente osservare un ritorno a piena vitalità già dall’anno successivo, con una produzione normale di uva.

Un rimedio contro il deperimento del vigneto

Il deperimento del vigneto è oggi una problematica cruciale. Le cause delle malattie del legno sono molteplici:

  • vitigni sensibili,
  • innesti di scarsa qualità,
  • stress idrico o termico,
  • sistemi di allevamento non adeguati,
  • errori di potatura,
  • entrata in produzione troppo precoce…

In questo contesto, il curettage rappresenta una soluzione efficace, seppur manuale e dispendiosa in termini di tempo. In media, un operatore esperto può trattare circa 80 ceppi al giorno, a seconda delle condizioni.

Un costo da relativizzare

Il curettage richiede molta manodopera, ma il suo impatto economico nel lungo periodo è positivo:

  • Un ceppo morto necessita di essere sostituito e richiede diversi anni (spesso più di 5) per tornare pienamente produttivo.
  • La sostituzione comporta anche costi di impianto, protezione e manutenzione.
  • Al contrario, il curettage consente di mantenere la vitalità del ceppo esistente, senza interrompere la produzione.

Una pratica da integrare in una strategia globale

Il curettage non deve essere considerato una soluzione miracolosa o isolata. Deve inserirsi in una strategia agroecologica più ampia, che mira a:

  • migliorare le pratiche di potatura rispettose dei flussi di linfa,
  • scegliere vitigni e portinnesti meno sensibili,
  • adattare le condizioni di impianto e di gestione,
  • osservare attentamente i sintomi fin dalla loro comparsa.

In alcuni casi, il ceppo è troppo compromesso per essere recuperato con il curettage. In queste situazioni, può essere presa in considerazione la tecnica del sovrainnesto.

In sintesi: i vantaggi del curettage

Vantaggi del curettage Descrizione
Tecnica curativa Rimuove i tessuti infetti e salva il ceppo
Ripristino della vitalità Il ceppo può tornare a produrre normalmente già l’anno successivo
Riduzione della sostituzione Meno piante da rimpiazzare, risparmio nel medio termine
Salvataggio del raccolto La vite può produrre già nell’anno dell’intervento
Alternativa manuale Applicabile anche in assenza di soluzioni chimiche