Bordeaux si reinventa, e Saint-Émilion ne rappresenta la promessa. In un contesto di profonda trasformazione del vigneto bordolese, Saint-Émilion Signatures si è affermato come un appuntamento inedito: una giornata sul campo e di confronto, ideata da Vignerons Consultants per mettere in luce le evoluzioni tecniche, stilistiche e umane promosse dai Grands Crus Classés dell’appellazione.

E Saint-Émilion, più di ogni altra, incarna questo movimento. Vigneto-giardino con l’anima di una piccola Borgogna, città medievale patrimonio UNESCO, revisione decennale della classificazione: tutto in questa denominazione la rende un vero incubatore di idee e pratiche pionieristiche. La diversità dei suoi terroir, l’elevato livello qualitativo, la capacità di anticipare le richieste del mercato e di adattarsi ai cambiamenti climatici ne fanno un osservatorio privilegiato per comprendere il rinnovamento di Bordeaux.

Oggi Saint-Émilion rappresenta più di ogni altra questo nuovo slancio. Con il suo mosaico di terroir, la tradizione della classificazione, il riconoscimento UNESCO e lo spirito pionieristico, l’appellazione si conferma un laboratorio di pratiche e percorsi viticoli. Offre una lettura diversa di Bordeaux: più agile, più dinamica, più chiara.

Un’esplorazione tecnica e sensoriale

Lo scorso 3 luglio abbiamo accolto una decina di giornalisti per un’immersione completa nel cuore di Saint-Émilion.

La mattinata è iniziata allo Château Fonplégade, con un percorso tra i vigneti guidato da Romain Bocchio sui temi del cambiamento climatico, della gestione delle maturazioni e dell’evoluzione delle pratiche agronomiche. La presentazione della cantina da parte di Simon Blanchard ha approfondito le scelte enologiche: vinificazioni parcellari, uso consapevole del raspo, varietà dei contenitori di affinamento.

I partecipanti sono poi stati accolti allo Château Clos Fourtet per una sequenza intensa: visita delle cantine, degustazione verticale condotta da Frédéric Massie (Cadet Bon e Fonplégade su diverse annate), scoperta di giovani crus in ascesa, vere traiettorie di crescita, seguita da un pranzo gastronomico ideato da Mathieu Martin (Le Saint-James) in collaborazione con Julien Lavenu, in abbinamento a una selezione di Grands Crus Classés.

Il pomeriggio è proseguito allo Château Guadet con una visita originale insieme a Vincent Lignac, seguita da un confronto su enoturismo, trasmissione del sapere e apertura internazionale. Un ultimo calice presso Vignobles & Châteaux ha concluso la giornata in un clima conviviale.

Percorsi impegnati, un’appellazione in evoluzione

Saint-Émilion Signatures ha permesso di esplorare percorsi viticoli distintivi all’interno di una denominazione in pieno movimento. Una giornata costruita attorno al gusto, alla competenza tecnica e all’impegno, in cui ogni intervento ha alimentato una riflessione condivisa sul futuro del vigneto bordolese.

Più di una semplice presentazione di tenute, l’evento ha proposto una nuova narrazione di Bordeaux:
• più chiara
• più concreta
• più in sintonia con le aspettative contemporanee

Gli scambi hanno evidenziato la capacità dei viticoltori di ripensare la propria immagine, creare nuovi stili di vino, sviluppare progetti enoturistici e costruire percorsi viticoli coerenti e attrattivi.

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