Diserbo meccanico, chimico o termico: una panoramica delle pratiche di gestione del suolo sotto il filare della vite e dei loro effetti sull’ambiente.

Gestione del suolo sotto il filare della vite

La gestione dell’interceppo, ovvero la zona situata direttamente sotto il filare della vite, risponde a diversi obiettivi agronomici e sanitari. Possono essere adottate varie tecniche, ciascuna con caratteristiche specifiche e impatti differenti sul suolo e sulla pianta.

Obiettivi principali del diserbo

Il diserbo sotto il filare ha lo scopo di:

  • Limitare la competizione radicale tra l’inerbimento e la vite.
  • Ridurre il rischio di contaminazioni fungine dovute all’effetto splash.
  • Influenzare la circolazione dell’aria e l’umidità attorno a gemme e grappoli, in funzione della stagione.

Le diverse tecniche di gestione

Esistono diverse soluzioni per intervenire nella zona sotto il filare:

  • diserbo meccanico
  • diserbo chimico
  • mantenimento di una copertura vegetale controllata
  • diserbo termico
  • diserbo manuale

Confronto tra diserbo meccanico e chimico

Il suolo è al tempo stesso un supporto fisico e chimico e un ecosistema vivente.
Dal punto di vista fisico e chimico:

  • consente l’ancoraggio delle radici.
  • fornisce oligoelementi e acqua indispensabili alle funzioni fisiologiche della pianta.
  • regola l’umidità e la temperatura grazie alla sua capacità tampone, variabile in base alla sua natura.

Dal punto di vista biologico, ospita una rete complessa di macro e microrganismi — lombrichi, insetti, funghi, alghe, batteri — che strutturano il suolo, degradano la materia organica e producono humus stabile.

Le micorrize, funghi associati alle radici, svolgono un ruolo fondamentale trasformando la materia organica in elementi minerali solubili e assimilabili.

Impatti ambientali ed evoluzioni normative

Ogni intervento umano ha conseguenze su questo equilibrio biologico.
Ogni anno, alcune sostanze attive utilizzate nei diserbanti vengono ritirate dal mercato a causa dei rischi per la salute.
Alcune possono persistere nell’ambiente e i loro residui possono essere ritrovati nei suoli e nelle acque.