Cambiare varietà, ringiovanire un piede o impiantare una selezione massale: l’innesto a marza e l’innesto in campo offrono soluzioni rapide ed efficaci, senza dover estirpare l’intero appezzamento.
L’innesto a marza e l’innesto in campo in viticoltura
Queste tecniche rispondono a diversi obiettivi tecnici senza richiedere l’estirpazione completa della parcella. Permettono di sfruttare il sistema radicale già presente e di accelerare la messa in produzione.
Cambiare varietà o clone
Se si individua una varietà o un clone meglio adattato, questo metodo consente di innestarlo direttamente sui ceppi già piantati. Il principale vantaggio è beneficiare immediatamente dell’apparato radicale esistente, riducendo così il tempo necessario per tornare alla produzione.
Abbassare la struttura di un piede
Un piede di vite può essere abbassato sopra o sotto il punto d’innesto, indipendentemente dalla varietà o dall’età. Le principali ragioni:
- Ringiovanire il ceppo mediante un innesto sopra il vecchio punto di innesto.
- Riabilitare un piede molto debole o considerato morto, innestando direttamente sul portainnesto, sotto il vecchio punto di innesto.
Limitare gli effetti negativi dell’innesto in vivaio
L’innesto in vivaio, pur avendo permesso di industrializzare la produzione delle barbatelle, può presentare alcuni limiti:
- Cicatrizzazione dell’innesto non ottimale
- Ripresa difficile in vivaio
- Incompatibilità portainnesto / marza
Questi problemi sono meno frequenti con l’innesto in campo, che sfrutta la vigoria delle radici già presenti.
Impiantare una selezione massale
L’innesto a marza o in campo permette di installare una selezione massale su un vigneto già impiantato. La tecnica consiste nell’innestare utilizzando uno o più piedi particolarmente qualitativi del vigneto, offrendo così una diversità genetica favorevole alla complementarità delle piante.
Metodi di innesto a marza e innesto in campo
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Selezione e preparazione delle marze
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Innesto chip-bud

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Innesto T-bud

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Innesto a fessura
